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la nostra storia

Il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile è nato a Torino nel 1995 da un gruppo di donne che avevano condiviso l'esperienza dell'autocoscienza: Aida Ribero, Romana Vigliani e Ferdinanda Vigliani. Del gruppo fondatore fanno parte anche Daniela Finocchi, Liliana Lanzardo e Dora Tropea, che provengono da altre componenti di quello che era stato il Movimento. Fin dall'inizio partecipa a tutte le attività del Centro Studi Gabriella Rossi, nata successivamente agli anni '70, ma animata dalla passione per la politica delle donne e dal desiderio di realizzare questo progetto. Gli scopi statutari del Centro Studi al momento della fondazione sono: raccogliere i libri e la documentazione relativi agli anni Settanta; creare un luogo simbolico e politico delle donne che abbia visibilità esterna; conservare e trasmettere il patrimonio di pensiero delle donne; continuare a riflettere e ad approfondire i temi della differenza per dare vita a iniziative che partano da queste elaborazioni. Queste azioni sono collocate all'interno di un pensiero che ha come propri punti fermi la relazione tra donne come guida politica, il partire da sé come strategia per contrastare la cultura patriarcale, la fedeltà al femminismo come luogo delle origini. In Italia molti altri centri studi analoghi lavorano già dalla fine degli anni Settanta e costituiscono un modello da cui trarre valore e forza. Sino dalla fondazione la fisionomia del Centro Studi si configura come un piccolo nucleo che opera in modo compatto e veloce all'interno di una rete di relazioni molto ampia. Con enti e associazioni femminili: la rete Lilith, la Libreria delle Donne e la Libera Università delle Donne di Milano, la Biblioteca delle Donne di Bologna, per citarne solo alcune. Con le istituzioni: la Regione Piemonte, la Città e la Provincia di Torino, l'Università. Con le associazioni femminili e non solo torinesi, nella federazione Làadan con la Casa delle Donne e l'Ardp di Torino. Col tempo l'esigenza iniziale del Centro, che era quella di conservare e trasmettere la memoria delle donne, si amplia per includere studi, progetti, iniziative culturali legate al presente, nello specifico in attività di sensibilizzazione e formazione per contrastare la violenza maschilista contro le donne. 

10 marzo 2008 Dal diario di ferdinanda