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prima e ora

La precedente sede del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile

La convenzione tra la Città di Torino e il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile per l’assegnazione della Palazzina ex Nuovo Alloggio Inservienti della Real Casa sita in corso san Maurizio 6 per essere adibita ad attività di pubblico interesse data 4 aprile 2011 ed è scaduta il 31 dicembre 2015.

Dal testo della convenzione: “I locali oggetto della convenzione sono stati destinati ad attività culturali in relazione soprattutto alla funzione di comunicazione, informazione e sensibilizzazione sui temi riferiti alle Pari Opportunità di Genere e contro la violenza alle donne, nonché delle altre attività connesse a queste ultime così come specificatamente previste dallo statuto dell’Associazione.”

E più avanti: “Si dà atto che non è prevista corresponsione di canone in quanto ancora pendente la formalizzazione dei rapporti tra la Città e l’Agenzia del Demanio. Nel caso questi si definissero durante la vigenza delle presente convenzione, le parti si riserveranno, con apposito atto deliberativo, di determinare l’ammontare del canone in capo all’Associazione.”

La palazzina era stata in precedenza occupata da gruppi antagonisti che, in occasione delle Olimpiadi del 2006, erano stati fatti sgomberare. Da tali gruppi l’assegnazione della palazzina (da loro denominata “Fenix”) a un’associazione femminista non è mai stata accettata e sin dall’inizio ripetuti atti vandalici e tentativi di effrazione ci hanno reso la vita difficile. Dopo avere ridipinto la facciata per tre volte consecutive ci siamo rassegnate e questo è lo stato in cui è attualmente la palazzina.

Le promesse di ri-occupazione non si sono mai concretizzate, ma un pericolo peggiore si è profilato verso la fine del 2012: l’umidità. Dal giardino la pioggia di infiltrava nella cantina e le pareti del piano terra erano inzuppate. C’era anche qualche perdita dal tetto, ma questa risultava meno preoccupante e poté essere risolta con un intervento non troppo costoso di ripristino.

I danni che l’umidità può produrre in un biblioteca sono facilmente immaginabili. Ci attivammo subito e per risanare la cantina riuscimmo a ottenere un finanziamento della CRT (10.000 eu.) cui aggiungemmo un nostro contributo (2.500). Venne così realizzata nell’autunno del 2013 (v. comunicazione alla Soprintendenza all.) un’impermeabilizzazione delle pareti del piano terra e una canalizzazione delle acque provenienti dal giardino, ripavimentando un tratto del marciapiede in pietra di Luserna

L’immagine di dettaglio mostra l’inserimento di prese d’aria che sono state efficaci al fine di combattere l’umidità. Venne anche rifatta la decorazione dell’interno.

Questo per fortuna si è conservato in buone condizioni come è possibile vedere dalle immagini sottostanti dove è possibile anche apprezzare la qualità dei mobili che arredano la nostra biblioteca.


La sede in cui stiamo per trasferirci e la Federazione Làadan

A partire dalla primavera del 2015 è iniziata una serie di incontri con la Casa delle Donne, il centro studi Piera Zumaglino e ArDP con l’obiettivo di unire le forze in un sede unica.

In precedenza (intorno alla fine del 2014) avevamo tentato di convincere la Compagnia di San Paolo della sensatezza di dare ospitalità a una biblioteca e a un archivio delle donne presso il Polo del Novecento, ma nei fatti abbiamo dovuto prendere atto di un profondo disinteresse per i nostri argomenti. Tuttavia presso il Polo del Novecento è stato attuato il trasferimento dalla loro sede di via Vanchiglia 3 di due autorevoli istituti: il Gramsci e il Salvemini.

Sui locali che ospitavano quest’ultimo e che possiamo vedere in planimetria, verrà stabilita la nostra sede unitaria.


Il nostro ovviamente è un progetto che non si limita agli aspetti pratico-economici di condivisione di una sede, ma assume sin dai primi mesi di lavoro la fisionomia di un rilancio della cultura delle donne, di un rinnovo e ampliamento delle attività delle associazioni originarie.

Ecco come questo rilancio è descritto nella premessa allo statuto della federazione:

«Che la produzione culturale e politica delle donne avesse bisogno di un luogo unitario nella città di Torino in cui far convergere le associazioni affini per orientamento e attività, è una consapevolezza che risale già ai primi anni di questo secolo. Un’unitarietà che, senza nulla togliere alle caratteristiche specifiche di ciascuna formazione, potesse renderne l’insieme più visibile e significativo.

In altre città italiane questa scelta si è già dimostrata vincente. Le donne hanno saputo mettere in gioco quei “beni relazionali” che costituiscono un valore aggiunto dei loro progetti, con parole chiave come: impegno civile, rete fra reti, cooperazione, partecipazione, corresponsabilità, condivisione, inclusione, co-progettazione tra soggetti diversi.»

Il progetto assume la forma di un manifesto che viene presentato alla città insieme alla richiesta di poter avere in concessione i locali di via Vanchiglia 3. Ecco il manifesto

CULTURE, SAPERI, MEMORIE E POLITICHE DI DONNE

Le parole chiave del nostro sogno

Un luogo:

di CULTURE.

Dove ogni forma espressiva trovi libera manifestazione e opportunità di crescita

di SAPERI.

Dove far circolare conoscenze ed esperienze di donne

di MEMORIA e di CONOSCENZA STORICA.

Dove consultare testi e documenti

di RICERCA.

Dove approfondire e studiare il pensiero delle donne

di SERVIZI.

Dove avere libero accesso ad archivi e biblioteca, a servizi di sostegno e aggregativi

di AGIO e di ACCOGLIENZA.

Dove ciascuna donna possa sentirsi a casa

di INCONTRO e di INTERAZIONE.

Dove discutere e confrontarsi

di SERENITÀ CONDIVISA.

Dove divertirsi e chiacchierare

di INFORMAZIONE, FORMAZIONE e TRASFORMAZIONE.

Dove imparare e far circolare esperienze e saperi di donne tra donne in uno scambio intergenerazionale

di CITTADINANZA ATTIVA.

Dove confrontarsi, promuovere e praticare la partecipazione delle donne alla vita sociale e politica della città, del Paese e del mondo.

di LAICITÀ e INCLUSIONE.

Dove ospitare tutte le donne di ogni età, provenienza, appartenenza politica o religiosa, collocazione sociale, orientamento sessuale

di LIBERTÀ e BENESSERE.

Dove sostenere il diritto all'autodeterminazione sul proprio corpo e sulla propria vita

di RETE TRA LE RETI.

Dove creare e rafforzare sinergie e connessioni tra associazioni e gruppi di donne a livello locale, nazionale e internazionale ed essere un punto di riferimento fisico e virtuale

Uno spazio:

Aperto alla creatività e alla produzione artistica delle donne.

Capace di dare cittadinanza e riconoscibilità alle nuove configurazioni di senso che il pensiero e la pratica delle donne producono.

In cui, attraverso percorsi partecipati, si mettano concretamente al centro i beni relazionali, fondamentali nella vita di ogni individuo.

Perché a Torino?

Città anticipatrice del movimento emancipazionista

Città delle lotte per i consultori

Città in cui un forte movimento delle donne ottenne in concessione dal Comune i locali in cui prese vita una delle prime Casa delle Donne in Italia

Città che a partire dagli anni Settanta ha conosciuto un costante fermento a opera di diversi femminismi

Città delle conquiste sindacali delle donne

Città del diritto allo studio nei corsi monografici delle 150 ore rivolti alle donne

Città in cui è nato il primo centro interculturale delle donne: Almamater

Sede del primo coordinamento cittadino istituzionale contro la violenza sulle donne

Sede del primo coordinamento cittadino istituzionale sulla salute delle donne

Sede del primo centro interdisciplinare universitario di ricerche e studi delle donne e di genere (CIRSDe)

Città le cui amministrazioni si sono dimostrate sensibili al tema della libertà femminile

SCHEDA DI SINTESI DEL PROGETTO


Titolo

  • CULTURE, SAPERI, MEMORIE E POLITICHE DI DONNE

Obiettivi

  • Creare un luogo unitario nella città di Torino in cui far convergere le associazioni di donne affini per orientamento e attività

  • Dare visibilità alla produzione culturale e politica delle donne e conservarne la memoria e la storia sottraendole all’occasionalità e all’insignificanza

  • Avere spazi adeguati per aumentare i servizi culturali, aggregativi e di sostegno alla popolazione femminile della Città di Torino

Target

  • Donne di ogni età, provenienza, appartenenza politica o religiosa, collocazione sociale, orientamento sessuale

  • Associazioni, istituti culturali, universitarie/i, studiose/i, ricercatrici/tori, studenti, persone interessate

Soggetti

  • ArDP Archivio delle donne in Piemonte

  • Associazione Piera Zumaglino

  • Casa delle Donne di Torino

  • Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile

Collocazione ideale

  • Via Vanchiglia, 3

24 maggio 2016 il consiglio comunale della città di Torino delibera la concessione dei locali siti al primo piano di via Vanchiglia 3 a tre associazioni di promozione sociale, già assegnatarie di locali di proprietà del Comune:

Archivio delle Donne in Piemonte

Casa delle Donne

Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile.

Il passo successivo è stato l’atto costitutivo della federazione di associazioni che, esprimendo ammirazione per il genio utopico di Suzette Haden Elgin, assume il nome del linguaggio femminista Làadan, da lei inventato per la serie di fantascienza Native tongue, il linguaggio in grado di esprimere una visione femminile del mondo.

La federazione, il suo progetto fatto di desiderio e speranza, il luogo dove vogliamo che la cultura delle donne fiorisca si chiamerà dunque Làadan – centro culturale e sociale delle donne.

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