QUALE FUTURO PER IL CENTRO STUDI PENSIERO FEMMINILE?

A proposito della delibera del consiglio comunale del 14 maggio 2014 che prevede, tra gli altri interventi, la costruzione di un nuovo parcheggio multipiano nell'area dei giardini reali e la rifunzionalizzazione della palazzina sede della nostra associazione esprimiamo un fermo dissenso ed una forte preoccupazione.

L'edificio, denominato “Palazzina Ex alloggi inservienti della Real Casa”, ora di proprietà della Città di Torino, è stato assegnato alla nostra associazione per svolgervi attività di pubblico interesse. Ed è quello che facciamo occupandoci di diritti umani, conservando la memoria del movimento per i diritti delle donne, mettendo a disposizione di nuove e vecchie generazioni cultura e formazione, offrendo sostegno alle donne che subiscono violenza, promuovendo il rispetto e la valorizzazione delle differenze con competenza ed esperienza maturata attraverso decenni di attività. Inoltre, l’edificio che ci ospita è sede del Gruppo di Raccordo del Coordinamento Cittadino e Provinciale Contro la Violenza alle Donne.

Il Csdpf è stato fondato in Torino nel 1995. La nostra storia è una parte importante della storia della città poiché con essa si integra e ne rilegge i passaggi da una prospettiva femminile.

La nostra biblioteca conta circa 4000 volumi ed è la più importante biblioteca in chiave di genere del Piemonte. Sostituire un importante fondo bibliotecario con la biglietteria di un parcheggio con annesso centro informativo, inutile replica del centro informativo di piazza Castello, distante poche centinaia di metri, ci appare un'operazione che anche sul piano simbolico una città come Torino dovrebbe affrontare con maggiore prudenza.

Fin dalla fondazione il Centro Studi ha avuto un rapporto organico con la Città di Torino e ci stupiamo, quindi, nell'apprendere dai quotidiani, come progetto compiuto, la rifunzionalizzazione della palazzina che ci ospita, senza che ci sia stata alcuna comunicazione o richiesta di condivisione sul futuro dell'area e in particolare delle nostre attività. Abbiamo tra l'altro appena investito 12.500 euro per il risanamento dell'edificio, minacciato da numerose infiltrazioni di umidità, denaro che in vista di ben diversi progetti avremmo ridestinato ad una delle molte emergenze che vengono quotidianamente affrontate con difficoltà viste le continue riduzioni dei finanziamenti alla cultura e al sociale.