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Lingua Madre 2005

foto ubah foto nga

 

 

NOMINATE LE VINCITRICI DELLA PRIMA EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE LINGUA MADRE

Sono di nazionalità somala, vietnamita e indiana le tre vincitrici della prima edizione del Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre.

La giuria, infatti, ha così deliberato:

Prima Classificata

Farah Ubah A.Ali con il racconto Madre Piccola

Nazionalità somala

Seconda Classificata

Huynh Ngoc Nga con il racconto Nel Regno della Dea Sfortunata

Nazionalità vietnamita (con lo pseudonimo Hoai Huong ed Emma Rondeau)

Terza Classificata

Laila Wadia con il racconto Il Morbo

Nazionalità indiana

Premio Sezione Speciale dedicata Donne Italiane

Michela Mannoni con il racconto Quella Città

Nazionalità italiana

La consegna dei premi (1° classificato 1000 euro, 2° classificato 500 euro, 3° classificato 400 euro, premio Sezione Speciale Donne Italiane 400 euro) avverrà nel corso della Fiera Internazionale del Libro 2006 a Torino, Lingotto Fiere (via Nizza 280), Lunedì 8 maggio, ore 10,30, Arena Piemonte. Consegnerà i premi Aminata Fofana. Parteciperanno alla premiazione L’Assessore Regionale alla Cultura Gianni Oliva, l’Assessore al Turismo Sport e Pari Opportunità Giuliana Manica, il Direttore Editoriale della Fiera Internazionale del Libro Ernesto Ferrero, la Presidente del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile Ferdinanda Vigliani.

 

IL CONCORSO

Sono 137 gli elaborati giunti per il Primo Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre indetto da Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di Torino insieme a Regione Piemonte e Fiera Internazionale del Libro di Torino, diretto a tutte le donne straniere, principalmente extraeuropee, residenti in Italia. Per la prima volta donne marocchine, senegalesi, vietnamite, indiane, rumene e di tante altre nazionalità hanno avuto l’opportunità di raccontare le loro storie confrontandosi con la cultura, gli usi e i costumi della vita italiana in un caleidoscopio di esperienze e modalità espressive. Sofferte, ironiche, avvincenti, tragiche, poetiche, ma sempre coinvolgenti, le storie si avvicendano svelando un universo ancora inesplorato. Utilizzando la nuova lingua d’arrivo (cioè l’italiano), queste donne hanno approfondito il rapporto tra identità, radici e il mondo “altro”. Una sezione speciale è dedicata alle donne italiane che hanno voluto farsi tramite di queste culture diverse, raccontando storie di donne straniere che hanno conosciuto, amato, incontrato e che hanno saputo trasmettere loro “altre” identità. Il Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre, vuole essere un esempio significativo delle interazioni che stanno ridisegnando la mappa culturale del nuovo millennio e testimoniare la ricchezza, la tensione conoscitiva ed espressiva delle donne provenienti da “altri” Paesi. Le opere selezionate saranno pubblicate in un libro che verrà presentato nell’edizione 2006 della Fiera Internazionale del Libro di Torino ed edito nel corso dell’anno, occasione nella quale saranno premiate le tre vincitrici del Concorso.

 

DALLA SOFFERENZA ALLA FANTASIA

La più giovane ha 17 anni, la più vecchia 56, la maggioranza un’età che oscilla tra i 30 e i 40 anni. Sono le donne (in totale 137) marocchine, senegalesi, vietnamite, indiane, rumene, argentine, statunitensi e di tante altre nazionalità che hanno voluto raccontarsi e raccontare le loro storie partecipando al Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre. Un mare di esperienze ed emozioni che svela intimità sconosciute, che si insinua nel profondo degli animi delle autrici (e delle coscienze di chi legge) come solo la scrittura sa fare, al di là dei luoghi comuni, dei pregiudizi, delle differenze religiose-politiche-culturali. Le donne straniere e quelle italiane si confermano ancora una volta appartenere alla stessa progenie. Quel modello materno da tempo enunciato dalle filosofe del pensiero femminile, dimostra di costituire esempio di identità e di riferimento non solo in diversi spaccati generazionali, ma anche in culture e mondi assai lontani fra loro. Insomma, quella singolarità della genealogia femminile di cui scriveva Luce Irigaray, che consiste nel modo che le donne hanno di vivere gli eventi, viene qui esaltata, si dimostra capace di accrescere la fiducia in se stesse e di dilatare gli spazi di libertà. La forza e l’orgoglio d'essere nate femmine traspaiono ad ogni riga, siano essi racconti di vita o reportage di viaggi lontani. Ecco quindi svelarsi rituali d’implicazioni complesse quali la cerimonia del tè, ma anche storie d’amicizia inattesa o mancata. Si affollano tra i pensieri le difficoltà d’inserimento, i ricordi, le paure, le sofferenze, ma anche l’ironia e la gioia. Si alza il sipario e va in scena la commedia di come si diventa italiana o il quadro neorealista di quello che può succedere, alle volte, sul tram. C’è anche chi decide di trasmettere la propria cultura e i propri sentimenti per mezzo di generi letterari in apparenza “neutri”, quali il giallo o il fantasy. Oppure chi si abbandona a un lungo poetare. O ancora, chi percorre con schematica precisione la propria autobiografia. Il tutto, magari, per scoprire che quelle che in Italia definiamo “difficoltà di relazione” in un bambino, in India si chiamano “fantasia”!

Ufficio Stampa Centro Studi Documentazione Pensiero Femminile

Daniela Finocchi Via Coazze 28 10138 Torino tel/fax 011 4476283 cell 347 4592117 d.finocchi@tiscali.it

 

 

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